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Pignone dopo l’alluvione

Recupero delle aree alluvionate e messa in sicurezza del centro storico Pignone 

Riccardo Cecchini

1. L’iter progettuale 

Il centro storico di Pignone si trova nella provincia della Spezia, alle spalle del Parco Nazionale delle Cinque Terre nel Levante ligure. Nell’ottobre del 2011 una violenta perturbazione colpì la zona, causando vittime e ingenti danni. Fra i paesi più colpiti della Val di Vara ci fu proprio Pignone, dove l’omonimo torrente esondò portandosi dietro un’ingente massa detritica. L’evento evidenziò la fragilità dell’area e portò alla luce la necessità di interventi che garantissero l’incolumità delle strutture che si sviluppavano lungo il fiume.

 

Figura 1. Fotografía de la entrada del centro histórico tras la inundación de 2011. Figura 2. Fotografía de las cubiertas del pueblo tras la inundación de 2011.   

Figura 1: Fotografia dell’entrata del centro storico di Pignone subito dopo l’alluvione del 2011

Figura 2: Fotografia dai tetti del borgo di Pignone subito dopo l’alluvione del 2011

L’iter progettuale intrapreso è cominciato con lo studio idraulico del torrente per poterne capire il comportamento nelle condizioni più estreme ed individuare così le aree critiche dove intervenire per garantire la messa in sicurezza del borgo. Dallo studio è risultato che queste zone coincidevano principalmente con tre tratti di fiume situati nei dintorni del centro abitato. Lo spirito del progetto è stato quello di unire la messa in sicurezza di queste aree alla riqualificazione dei percorsi e delle aree colpite dall’alluvione del 2011 di cui ancora oggi rimangono i segni evidenti. Nel pensare al recupero del centro storico abbiamo cercato il minor impatto paesaggistico per recuperare e conservare la memoria del borgo sfregiato. Il progetto sviluppato è stato la conclusione di un percorso che ha toccato differenti campi interdisciplinari, dagli aspetti idraulici agli aspetti paesaggistici, necessari a interpretare nella maniera più esaustiva le differenti problematiche legate a un intervento di questo genere.

Figura 3. Localización del centro histórico de Pignone y del torrente homónimo.
Figura 3: Inquadramento del centro storico Pignone e del torrente omonimo. 

2. L’analisi contestuale

Fondamentale per la realizzazione del progetto è stata la fase d’analisi che, per la complessità dell’area d’intervento, ha toccato diversi campi disciplinari: dall’analisi della storia del borgo di Pignone all’analisi idraulica del torrente omonimo che lo attraversa.

2.1. L’analisi storica

Secondo alcuni storici il paese di Pignone risalirebbe all’epoca romana con il ruolo di “pagus” di estrema importanza per l'Impero poiché ubicato al crocevia di due importanti vie di comunicazione: l'antica “Segesta Tigullorum” (direzione Sestri Levante, nel genovese) e l'altra verso “Velleia” (storico centro nell'appennino piacentino). Sicuramente nelle epoche successive la strada che attraversava Pignone e che collegava la Via Francigena con la costa ligure rappresentò un elemento vitale per lo sviluppo del paese.

Le prime testimonianze certe di cui rimane traccia risalgono all’anno 1148, anno in cui  Pignone viene citato in relazione alla pieve di Santa Maria Assunta, in possesso dell’allora vescovo di Luni, Eugenio III. Proprio attorno alla chiesa iniziò a svilupparsi il borgo medievale.  Da allora si hanno notizie grazie a certificazioni di passaggi di proprietà del feudo; dai Malaspina ai vescovi di Luni, da questi alla famiglia Fieschi che ne potenziò i collegamenti tra la costa e l’entroterra. A testimoniare l’importanza logistica del luogo furono le personalità che qui si fermarono durante i loro viaggi. Tra questi spicca la sosta fatta nel 1312 dall’imperatore Enrico VII di Lussemburgo nel suo viaggio verso Roma, “l’alto Arrigo” auspicato nel Paradiso della Divina Commedia di Dante.

Nel XIII secolo la proprietà fu ceduta definitivamente da Niccolò Fieschi alla Repubblica di Genova e da allora ne seguì le vicende finchè nel 1923 entrò a far parte della giurisdizione della Provincia della Spezia.

2.2. L’alluvione del 2011

L’evento che recentemente ha colpito il paese in maniera più incisiva è stata l’alluvione, avvenuta nel 2011 sull’intero levante ligure. Nel pomeriggio del 25 ottobre di quell’anno , a causa di un evento metereologico straordinario, in meno di sei ore si sono riversò sulla provincia della Spezia e dell’adiacente Massa-Carrara circa 540 mm di pioggia. A causa di questa violenta precipitazione, i torrenti affluenti dei principali fiumi diventarono incontrollabili in pochissimo tempo ed esondarono. L'acqua trasportò a valle enormi quantità di fango e ogni sorta di detrito lungo i compluvi naturali dei borghi attraversati, portando con sé tutto ciò che trascinava. L'effetto delle portata di piena si propagò a valle fino ai fiumi principali, il Vara e il Magra, esondando in più punti fino a portare la massa detritica al mare: in molti dei paesi colpiti, i depositi alluvionali arrivarono a misurare alcuni metri di altezza.


Figura 4. Fotografías obtenidas durante la inundación del 25 de octubre de 2011 a distintas horas. Se aprecia la rapidez con la que aumentó el nivel del agua del torrente Pignone.
Figura 4: Fotografie scattate durante l’alluvione del 25 ottobre 2011 a orari differenti. Si nota la rapidità con cui aumentò il profilo liquido del torrente Pignone. 

In quella tragica occasione il “Torrente Pignone”, affluente di prim’ordine del Fiume Vara, esondò a monte del centro abitato di Pignone portandosi dietro detriti da tutto il proprio bacino imbrifero. Questi ultimi furono tra i principali responsabili degli ingenti danni alle strutture che si trovavano lungo lo sviluppo del fiume. Tra gli elementi più danneggiati ci furono i ponti delle strade carrabili che collegano La Spezia con Monterosso al Mare (nel Parco Nazionale delle Cinque Terre) e La Spezia con Brugnato (Val di Vara): in questa distruzione le ferite più grosse, da un punto di vista architettonico e storico, furono il danneggiamento del “Ponte dell’acquedotto” a monte del centro storico di Pignone e il totale smembramento del “Ponte Vecchio”, elemento caratteristico del borgo risalente al XVI secolo.

In quell’occasione, il paese fu quindi colpito duramente in quegli elementi cardine che da sempre hanno caratterizzato la fortuna del paese: le sue vie di comunicazione.

2.3. Lo studio idraulico

Alla base del percorso progettuale è stato messo lo studio idraulico del Torrente Pignone, che esondando nel 2011, ha evidenziato la fragilità delle strutture che questo attraversava.

Il fiume, dal punto di vista idraulico è un affluente in destra del Fiume Vara ed è classificato secondo la classificazione di Strahler come asta idraulica del primo ordine.

La carta della pericolosità idraulica, redatta dall’Autorità di bacino del fiume Magra, già evidenziava come il centro urbano di Pignone sia interessato da criticità molto elevate per piene con tempo di ritorno limitati (nell’ordine dei 30 anni) mentre per il tratto a monte del paese, l’area non è mai stata studiata nonostante fosse storicamente rilevante, poiché soggetta a frequenti inondazioni.

Per effettuare lo studio abbiamo analizzato un tratto di circa 300 chilometri. Generalmente lungo il suo sviluppo, l’alveo è caratterizzato dalla presenza di una copertura detritica formata da accumuli eterogenei ed eterometrici di materiali. I depositi alluvionali terrazzati sono invece depositi di tipo ghiaiosi, sabbiosi e limosi, fluviali.

Nell’analisi del torrente abbiamo rilevato 52 sezioni idrauliche con un passo circa 8 metri e in base alla loro conformazione siamo stati in grado di realizzare un modello su cui elaborare le nostre simulazioni.

Figura 5. Extracto del mapa de peligrosidad hidráulica redacatado por la Autoridad de la cuenca del río Magra.
Figura 5: Stralcio della carta della pericolosità idraulica redatta dall’Autorità di bacino del fiume Magra. 
Figura 6. Cuenca del torrente Pignone, señalando las secciones de estudio.
Figura 6: bacino imbrifero del torrente Pignone con evidenziate le sezioni di studio. 

Abbiamo analizzato quindi il comportamento del profilo liquido per portate idrauliche con differenti tempi di ritorno: il primo sull’ordine dei trent’anni e il secondo, molto più cautelativo, sull’ordine dei duecento anni. Le acque hanno evidenziato un comportamento tipico del regime torrentizio caratterizzato da velocità elevate e da un fondo molto ripido. Nel tratto a monte del paese non sono state riscontrate particolari criticità su cui andare a intervenire. La situazione cambia molto quando il torrente arriva in prossimità del centro storico.

Qui emergono tre principali tratti in cui si riscontrano criticità sia per il deflusso del profilo liquido della duecentennale sia per il deflusso del profilo liquido della trentennale. Il primo tratto critico si sviluppa all’altezza del ponte della strada carrabile n°38 (che collega La Spezia con Monterosso al Mare del Parco Naturale delle Cinque Terre) e la criticità è imputabile alla modesta luce tra le spalle del ponte, che risulta esser inadeguata anche alla portata idraulica trentennale del torrente creando una sorta di “strozzatura”.

Il secondo tratto corrisponde all’area in cui il fiume attraversa il centro abitato di Pignone e ha uno sviluppo di circa 120 metri. In quest’area è stata evidenziata l’incapacità dell’attuale conformazione dell’alveo di smaltire la portata liquida per portate con tempi di ritorno di 200 anni e anche di 30 anni. In particolare le sezioni idrauliche rilevate che presentavano questo problema, andavano da una cinquantina di metri a monte della sede che occupava il “Ponte storico” prima di esser smembrato dall’alluvione fino a una trentina di metri a valle del ponte su cui scorre la Strada Provinciale N°34. Questo tratto di torrente risulta tra le aree a rischio idraulico molto elevato e il suo valore è ancor più critico a causa del suo passaggio per il centro urbano abitato di Pignone. Risultava quindi urgente la realizzazione di un progetto d’intervento per la risistemazione dell’alveo a scopi preventivi.

Lo studio infine ha evidenziato un ultimo tratto critico a valle del centro storico di Pignone per una lunghezza di circa 250 metri ma in quest’area il torrente attraversa un territorio usato per la maggior parte per scopi agricoli.

Figura 7. Planimetría y secciones hidráulicas. En amarillo las secciones que muestran los puntos críticos destacados.
Figura 7: Planimetria e sezioni idrauliche. In giallo le sezioni che hanno evidenziato criticità rilevanti

3. Il progetto 

3.1. Le soluzioni alternative studiate

Nel percorso progettuale fatto, sono state prese in considerazione molte soluzioni per la messa in sicurezza del centro abitato prima di giungere alla sua forma finale.

In prima ipotesi, abbiamo analizzato l’eventualità di creare uno scolmatore che intercetti le acque di piena a monte del centro urbano e, passando all’esterno del paese, potesse scaricare nuovamente le acque a valle dello stesso, proteggendo così l’abitato da episodi idraulici critici. Questa soluzione anche se potenzialmente efficace è stata scartata per le considerevoli difficoltà tecniche da affrontare nella fase realizzativa in quanto avrebbe comportato opere e lavorazioni ingenti, oltre a consistere in un onere economico difficile da affrontare.

Un’altra soluzione presa in considerazione è la creazione di una vasca di laminazione a monte dell’abitato allo scopo di ridurre le portate di piena entro limiti prefissati. Dopo una attenta lettura dell’area si è riscontrato però che la geomorfologia dell’area non garantiva lo spazio fisico necessario ad accogliere il volume minimo invasabile per la piena duecentennale, a meno di realizzare  opere con costi elevatissimi.A fronte di queste problematiche si è scelto quindi di portare avanti l’idea progettuale proposta, ritenuta la migliore in sintesi di messa in sicurezza dell’abitato, impatto ambientale, fattibilità e costi.

3.2. Le scelte progettuali

Per ridurre le criticità nel primo tratto, intorno alla strada provinciale n°38, ci si è accorti della necessità di adeguare la geometria attuale del ponte, in particolar modo di allargarne la luce per garantire il passaggio di una portata idraulica maggiore. Si è scelto quindi di demolire il ponte esistente per ricostruirne uno nuovo con luce di almeno 18 metri. Per quanto riguarda il tratto a valle del centro urbano si è scelto di non intervenire con nuove opere e di accettare il rischio di esondazione del fiume.  Come detto in precedenza in questo tratto il torrente attraversa un’area usata prevalentemente a scopi agricoli personali e l’esondazione avrebbe un effetto simile a quello di una vasca di laminazione naturale con danni limitati.


Figura 8. Perfil hidráulico del torrente Pignone, señalando en rojo los tramos sobre los que se intervendrá.
Figura 8: Profilo idraulico del torrente Pignone con evidenziate in rosso i tratti su cui si intende intervenire 

Nel centro abitato l’intervento risultava più complesso e sono stati presi in considerazione molteplici fattori che hanno determinato la scelta finale di progetto. L’obbiettivo primario era garantire la messa in sicurezza dell’abitato e per questo è stato ritenuto fondamentale incrementare l’attuale portata dell’alveo nonostante la difficoltà di realizzare delle lavorazioni speciali in un’area densamente edificata. A incrementare questa difficoltà c’era la possibilità di interazione tra le opere di progetto e quelle attualmente in fase di realizzazione di recupero del “Ponte storico”.

Figura 9. Sección de proyecto en el que se aprecia la proximidad entre las obras del proyecto (en rojo) y la obras estructurales previstas para la reconstrucción del “Ponte storico”.
Figura 9: Sezione di progetto in cui di può notare la vicinanza tra le opere di progetto (in rosso) e le opere strutturali previste per la ricostruzione del “Ponte storico” 

Per risolvere in maniera esaustiva queste problematiche la scelta è stata quella di realizzare un canale scolmatore interrato sulla sponda idraulica destra del torrente. Questo permette di aumentare la portata idrica e ci permette di rimodellare il relativo argine, riqualificando al tempo stesso le aree danneggiate dall’alluvione del 2011. L’intervento di rinforzo dell’argine si sviluppa per tutta la lunghezza del torrente che attraversa il centro abitato, che dall’analisi effettuata risulta essere l’area idraulicamente più critica. 

Il progetto prevede, inizialmente, la demolizione parziale dell’attuale argine per permettere la costruzione del nuovo canale scolmatore che scorra parallelo all’attuale alveo e consenta di aumentare la sezione idraulica in prossimità del borgo, là dove l’alveo attuale è particolarmente sottodimensionato: quest’azione consentirà il deflusso delle acque durante le ondate di piena. Le dimensioni geometriche del canale sono di circa 4 e mezzo metri per 4, si estende per circa un centinaio di metri di cui i primi 60 realizzati attraverso uno scatolare in cemento armato. Gli ultimi quaranta metri sono realizzati con un’opera di sostegno che sorregge la via carrabile che vi scorre sopra attraverso una soletta a sbalzo. La vicinanza dei fabbricati esistenti impone la necessità di pensare a un metodo di protezione per proteggere gli scavi durante la realizzazione del canale.  Per questo fine si realizzeranno una serie di micropali con passo 50 cm, rinforzati da micropali obliqui ogni 1,5 metri.

Figura 10. Planimetría de las obras hidráulicas y perfil del canal de alivio proyectado.
Figura 10: Planimetria delle opere idrauliche e profilo del canale scolmatore di progetto
Figuras 11 y 12. A la izquierda, sección del primer tramo del canal de alivio y a la derecha, tramo en voladizo.   
Figure 11 e 12: Sezione di progetto del canale scolpmatore (sinistra) e Sezione di progetto del tratto a sbalzo (destra)

Nella costruzione del canale scolmatore, si è tenuto conto di preservare quella parte di argine nella quale trovano spazio le opere di fondazione del ponte antico ad arco attualmente in fase di ricostruzione. Oltre a ciò per garantire il deflusso corretto delle acque all’interno del centro storico si prevede di intervenire anche sull’alveo del fiume esistente. Il fondale, per tutto il tratto che costeggia il nuovo canale è sagomato a savanella; questo oltre a migliorare il profilo liquido del deflusso, serve a monitorare, anche solo a livello visivo, il livello di materiale di deposito del fiume e quindi a programmare interventi di manutenzione e pulizia in casi di accumuli eccezionali.

Figura 13. Sección del proyecto del cauce y del canal de alivio.
Figura 13: Sezione di progetto dell’alveo e dello scolmatore

Nel tratto dove passa la strada provinciale n°34 il ponte carrabile attualmente in uso (come per il ponte sopra la strada provinciale n°38) ha la necessità di aumentare la sua quota per garantire un’altezza adeguata all’alveo. Vista la criticità dell’area si prevede la demolizione del ponte esistente e la sua ricostruzione; il progetto disegna quindi un nuovo ponte carrabile e pedonale teso a valorizzare e conservare il più possibile le caratteristiche del luogo. In considerazione di questo si è scelto di usare una sezione trasversale caratterizzata da due travi trapezoidali estradossate, che contengono e proteggono la parte carrabile dai due percorsi pedonali ai lati a sbalzo. Le travi così fatte diventano quindi la base delle sedute dei marciapiedi a lato dello spazio carrabile che garantiscono un percorso pedonale sicuro e protetto.

Dopo aver garantito la messa in sicurezza del centro storico grazie alla realizzazione degli interventi appena descritti, ci siamo concentrati sul recupero e ampliamento dei percorsi parzialmente o intermente distrutti. Lo spirito era quello di ricollegare le varie porzioni di paese per recuperare la memoria del centro storico di Pignone, partendo proprio da quegli elementi che hanno fatto la fortuna del borgo durante la sua storia. Oltre il ripristino degli elementi di attraversamento quali i ponti sulla strada provinciale n°34 e n°38, si è colto quindi la possibilità di rimodellare il territorio, creando un percorso di collegamento tra il nuovo ponte carrabile e il Ponte storico, cercando di conservare lo spirito originale dell’area. Nascono le idee di realizzare il percorso con il pavet, a prolungamento della pavimentazione che si trova nel centro storico; di recupero delle aiuole a lato del ciglio, realizzate come delle sorte di “tasche” all’interno del nuovo argine roccioso; della realizzazione di sedute in legno per il piacere di una sosta all’interno di questa area fruibile nuovamente come prima dell’alluvione.

Figura 14. Fotomontaje del proyecto.
Figura 14: Fotoinserimento del progetto
Figuras 15 y 16. Fotomontaje de la entrada al pueblo (izquierda) y sobre el nuevo puente (derecha).   

Figura 15: : Fotoinserimento dell’entrata al borgo

Figura 16: Fotoinserimento sul ponte

Figura 17. Infrografía de la intervención.
Figura 17: Infografica dell’intervento

Andando a ricostruire tutto l’argine destro del tratto di torrente che attraversa il borgo si è colto l’occasione per andare a realizzare sopra di esso un percorso ciclo pedonale che permetta di collegare il borgo ai suoi impianti sportivi, collegando in questa maniera tutti le parti di territorio. La realizzazione di questo nuovo percorso permette di potenziare i vecchi collegamenti rurali esistenti, quasi completamente cancellati dall’alluvione.

Figura 18. Fotomontaje del recorrido ciclo peatonal sobre el nuevo margen.
Figura 18: Fotoinserimento del percorso ciclopedonale da realizzare sopra il nuovo argine

La realizzazione della passeggiata è affidata a moduli in acciaio corten nervati che si innescano uno all’altro, che garantiscono la semplicità di costruzione e il giusto grado di adattabilità alla conformazione del terreno. Si prevede infine il ripristino di una briglia, utilizzata in epoche passate dalle persone del luogo come lavatoio, per guadare il torrente quando il livello dell’acqua lo consenta.

Figuras 19 y 20. Esquema de montaje del paseo en acero corten (izquierda) y esquema del embalse.   

Figura 19: Schema di montaggio della passeggiata in acciaio corten

Figura 20: Schema della briglia di attraversamento

Gli interventi descritti hanno il compito di recuperare la memoria del centro storico, gravemente messa alla prova dall’evento drammatico dell’alluvione del 2011, ripristinando una nuova rete di collegamento complessiva.

Figura 21. Plano del proyecto.
Figura 21: Planimetria di progetto
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José Fariña Tojo. Dr. Arquitecto. Catedrático de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
Fernando Fernández Alonso. Arquitecto. Profesor Asociado de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
Josep Mª Llop Torne. Arquitecto. Profesor en la Facultad de Geografía de la Universidad de Lleida
Javier Ruiz Sánchez. Dr. Arquitecto. Profesor Titular de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
Secretaría: Llanos Masiá
Edita: planur-e
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Traducción: planur-e
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