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CityLife Park, Milan

Another way of making cities

Margherita Brianza

Introduzione

Lo scorso 30 novembre di 2017 è stato aperto al pubblico il nuovo shopping district di CityLife a Milano, una nuova realtà commerciale di alto livello che nasce alla base della torre disegnata da Zaha Hadid e della torre disegnata da Arata Isozaki, un complesso di 100 negozi, 7 sale cinematografiche e numerosi ristoranti.

Lo stesso giorno è stato completato il penultimo lotto di esecuzione del grande parco di CityLife, il secondo per grandezza nella città di Milano. L’area della vecchia fiera campionaria di Milano dopo anni di chiusura al pubblico diventa finalmente un parco fruibile che per dimensione e permeabilità si configura quale vera e propria porzione di città rinnovata.

Storia e architettura

 L’intervento di riqualificazione dell’ex quartiere storico della Fiera di Milano, attraverso il progetto CityLife, ha messo a disposizione della città 173.000 mq destinati ad un nuovo parco urbano.

Su quest’area è stato indetto nel 2010 un concorso internazionale di progettazione, attraverso un percorso congiunto tra Amministrazione Pubblica e investitore privato (CityLife S.p.a.), con l’obiettivo di realizzare uno spazio pubblico che fosse al tempo stesso un ‘parco sostenibile’, un ‘parco simbolico’ e un ‘parco di connessione’, integrato ai tracciati urbani esistenti e alle funzioni residenziali, direzionali, culturali e per il tempo libero che trovano ospitalità nell’ambito di CityLife a poca distanza dal centro della città. Un parco che fosse paradigma di un nuovo modo di concepire la città.

Il progetto vincitore, selezionato tra otto proposte elaborate da alcuni tra i migliori architetti paesaggisti a livello internazionale, è stato quello presentato dallo studio di architettura del paesaggio londineseGustafson-Porter in raggruppamento con lo studio locale One Works, dal titolo “Un parco fra le montagne e la pianura”. Il progetto è stato successivamente sviluppato dallo studio P’ARCNOUVEAU che ha conferito al progetto aderenza al contesto locale attraverso un’interpretazione dello spazio pubblico tipicamente milanese.


 

L’intervento di Citylife insiste sui 350.000 mqche prima gli edifici della Fiera occupavano nella loro totalità. Si tratta di un pezzo di città che nella storia non è mai appartenuto al tessuto urbano della città perché prima di essere luogo di esposizione era piazza d’armi sempre avulsa dai tracciati noti.

La sfida più difficile di questo progetto è stato quello di riuscire a modificare questa percezione di impenetrabilità del luogo,una percezione ormai insita nella memoria della gente,e portare le persone a vivere, attraversare e scoprire un quartiere, pur sempre solo pedonale, ma del tuttonuovo. Il processo di scardinamento del carattere non inclusivo ereditato dal luogo, avviene a partire dalla sovversione del suo paradigma principale,ponendo il “core” del progetto nelmezzo dell’area di intervento.

Tre Torri disegnate dagli architetti Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind, si stagliano su una piazza posta 5 metri più in alto del livello della città e compongono il nucleo dell’area.Nella parte sottostantealla piazza si estende unampio shopping district di alto livello commerciale. Sul limite meridionale del lotto invece, in continuità con la cortina del tessuto urbano consolidato, sono collocati gli insediamenti residenziali.

Figura 1. Feria de Milán, antes del proyecto.
Figura 1: Fiera Milano prima del progetto 
Figura 2. Render del proyecto concluido.
Figura 2: Render a progetto concluso
Figura 3. Masterplan
Figura 3. Masterplan

Il parco rappresenta il vero tessuto connettivo di tutto il progetto e ha l’importante compito di inserire questi grandi ed estremamente variegati interventi all’interno di un racconto coerente ed unitario.

Il parco si estende intorno alla Piazza denominata ‘Tre Torri’ e la circonda in un abbraccio fino ai piedi delle aree residenziali; è questa immensa area verde di circa 170 000 mq a garantire e favorire il processo di inclusione ed inserimento del nuovo intervento all’interno del tessuto urbano esistente.Con l’intento di inglobare il progetto nel contesto e stimolarne la fruizione, il parco riprende e prosegue gli assi urbani principali e li porta all’interno dell’area. Dal versante sud l’asse urbanistico storico si estende fino ad infilarsi nella nuova Piazza tre Torri. Due ulteriori assi urbani ripresi dal tessuto esistente interrompono la cortina residenziale e rendono ancora più permeabile il progetto in un meccanismo di compenetrazione tra parco e città.

Figura 4. Esquemas de flujos.
Figure 4: Flows schemes

Al suo interno il parco si svolge con un andamento a fisarmonica stringendosi e allargandosi, lasciando spazio a boschi e a aree a prato costruendo un nuovo paesaggio a Milano in un susseguirsi di luoghi e vedute sempre diversi.

Un paesaggio nuovo anche perché restituisce un punto di vista assolutamente inconsueto in una città dove non vi è alcun movimento orografico.La connessione tra la quota della città e la piazza Tre Torri, più alta di cinque metri, porta infatti alla creazione di un prato in pendenza. Abbiamo pensato quest’area come un luogo dello stare, dove sedersi e ammirare la città dall’alto. Quale nuova opportunità in una città dove tutto è piatto! La popolazione lo ha ben capito e ha da subito vissuto il parco. Le persone hanno iniziato a riunirsi e a giocare con i terrapieni rotolandosi, sdraiandosi a leggere, incontrandosi.

L’idea

Il progetto paesaggistico si basa sulla creazione di un ambiente accogliente, in cui la morfologia e il trattamento della vegetazione creano scorci diversi come nella grande tradizione dei grandi parchi paesaggistici.

L’avvicendarsi di luoghi differenti è frutto dei diversi cambi nella topografia, grande protagonista del progetto, che disegna il parco e grazie al gioco di pendenze e dislivelli crea le basi per un paesaggio in continua mutazione. Le pendenze che collegano la Piazza Tre Torri alla città danno vita ad un paesaggio quasi scultoreo che diventa lo scenario naturale per le attività più svariate,il giardino all’italiana conferisce monumentalità all’ingresso del parco ma allo stesso tempo afferma la sua originalità negando la rigida assialità del modello tradizionale italiano e seguendo il movimento di torsione della Torre disegnata da Zaha Hadidin un vero dialogo tra architettura e paesaggio, infine la grande radura che rappresenta il vero respiro del parco eil luogo in grado di ospitare eventi ed installazioni temporanee.

Lo studio della vegetazione evidenzia ed enfatizza la diversificazione degli ambienti data dalla topografia.  Passeggiando all’interno del parco è infatti possibile attraversare vaste distese di prato dove lo sguardo si allarga all’orizzonte e abbraccia tutto il paesaggio così come si può decidere di lasciare i tracciati principali per addentrarsi in sentieri raccolti ed essere circondati da una natura avvolgente e fitta.

Il progetto nello specifico si compone di una fascia boscata caratterizzata da grandi arbusti che completa una corona tutto intorno alparco, come a preservare l’unicità del luogo e a creare una cornice naturale in cui inserirlo. Alle zone boscatesi avvicendano grandi macchie di erbacee perenni e graminacee che si sviluppano anche nel cuore del parco. Queste macchie vegetali oltre a conferire spessore e complessità al disegno del parco sono state studiate per accenderlo di colori sia in stagione estiva che autunnale. Diverse aree trattate a prato si articolano in dimensioni differenti nel parco e diventano quasi il basamento su cui si ergono le Torri.

Le alberature sono disposte con varie modalità: a gruppi per creare dei boschetti,diradatie sparsi nei prati per creare un interessante gioco di ombre proiettate e in filari per accentuare alcuni assi principali e ad enfatizzare prospettive e visuali.

Figura 5. Planimetría.
Figura 5. Planimetria.

Nel parco CityLife sono stati utilizzati alberi di grandezza differente, al fine di creare boschi con esemplari già adulti e altri meno, così come avviene in natura. Grandi querce, aceri e olmi conferiscono già un pronto effetto al parco. La presenza come in natura di alberi a più fusti accresce l’impressione di spontaneità e naturalità dell’ambiente.

Ombra e contesto

Quello del parco con la città non è l’unico legame presente, il rapporto del parco con le nuove architetture d’autore che si stagliano al suo interno è anch’esso un aspetto fondamentale del progetto che ha come fine quello di valorizzare la relazione tra i due ambiti e creare un intervento unitario e coeso. Nell’equilibrio generale del parco ha avuto grande risalto lo studio delle ombre riportate dagli edifici.La presenza di situazioni al contornoparticolarmente rilevanti ha infatti spesso generato condizioni microclimatiche specifiche, per il quale è stato necessario studiare soluzioni ad hoc. L’area circondata ad est dal Padiglionedelle Scintille e ad ovest dalla Torre Isozaki si trova in una posizione particolarmente ombreggiata. In questa situazione si sono selezionate alberature come il Fraxinusangustifolia ‘Vahl’, l’Acer platanoides‘ Drummondii’, le cui chiome per leggerezza ecolori contrastano a suon di colpi di luce l’ombreggiamento della Piazza.

Nel dialogare con il contesto il parco guida e segue le linee sinuose dell’intervento architettonico che ospita, in un gioco di riflessi tra le curve dell’alzato e il disegno del suolo che creano perfetta sintonia tra i due ambiti. Gli alberi e la vegetazione, tenendo sempre presente il rapporto con gli edifici e la loro funzione, si infittiscono e creano ambiti più privati vicino alle residenze o attorno a luoghi da preservare come l’asilo nido mentre si aprono e diradano nei punti focali di socialità e incontro. Grande l’interazione del parco con la parte edilizia anche nella disposizione delle funzioni e degli arredi.

Figura 6. Vistas del parque.   

   
Figura 6. Park areas.

Materia

La tradizione artigiana di Milano nei campi della moda, della produzione industriale, dell’illuminazione, del design e dell’architettura riflette una forte consapevolezza dell’alta qualità dei prodotti ed una continua ricerca dell’innovazione, la durabilità e la longevità. La nostra proposta di materiali, finiture ed arredi presenta quindi un simile approccio. Nella scelta dei materiali in particolare si è cercato di rendere il progetto diversificato ma allo stesso tempo unitario, e di fare scelte coerenti con il contesto e le funzioni del parco. Sono state utilizzate pavimentazioni in pietra soprattutto nellearee di uso più intensivo, per eventi, incontri pubblici, e per enfatizzare i percorsi chiave e i nuovi edifici residenziali. La pietra naturale scelta per molti percorsi e aree del parco è la beola, un materiale tipico della città di Milano, ben riconoscibile e che si inserisce quindi perfettamente nel contesto urbano di appartenenza. Si tratta di una materia sobria, dura e durevole, ma anche otticamente cangiante, risplendente, che conferisce luminosità al paesaggio di insieme. La beola è un materiale ricorrente sia nelle pavimentazioni che nel rivestimento di alcune sedute dando un senso di armonia e coesione senza rischiare mai di apparire come un materiale ripetitivo o banale perché è stato declinato in molte delle numerose varianti e lavorazioni di cui dispone: argentata in cubetti, fiammata in lastre, grigia striata in lastra. Il disegno della pavimentazione di alcuni percorsi principali sempre in beola viene contrassegnato da venature nere, grigie e bianche che si combinano ricreando sulla superficie pavimentata un motivo sinuoso e movimentato fil rougedell’intero progetto, rispecchiando una particolare attenzione per il dettaglio derivante, ancora una volta, dal bagaglio culturale milanese di eccellenza nell’artigianato.


Figura 7. Detalles del sistema de cubierta verde.
Figure 7: Green roof engeneering system
Figura 8. Detalle de la pavimentación.
Figure 8: Paving detail

Come far vivere il parco

Questo aspetto rappresenta un nodo cruciale nello sviluppo del parco e un punto di orgoglio per gli esiti che ha avuto già ad oggi.

Dal punto di vista funzionale infatti, il progetto punta alla massima fruibilità dello spazio pubblico creando un insieme di iniziative e opportunità funzionali che non ha molti precedenti. Grazie a questo parco Milano può dirsi dotata di un luogo pubblico modernamente concepito sotto il profilo delle attività da svolgere e della varietà di offerta per età (palestra all’aperto, aree gioco, asilo, spazi ampi per utilizzo libero, wi-fi, etc). L’area attrezzata per lo sport vuole essere una vera e propria palestraall’aperto appositamente allestita per essere utilizzata da persone diqualsiasi età: da utenti specifici del parco, ma anche da utenti direttio in pausa pranzo al lavoro. Le attrezzature sono state selezionate in modo tale che funzionalità e plasticità si uniscano persintonizzarsi all’estetica moderna dei limitrofi edifici e non appesantiscano visivamente il paesaggio. Non ultimo, nel parco sorgerà anche il primo museo di arte contemporanea all’aperto di Milano (ART-LINE) con numerosi artisti emergenti e autori di spicco, selezionati attraverso un concorso.

Attualmente già numerose sculture sono state realizzate e poste all’interno del parco arricchendo ancora di più il progetto. Le sculture esistenti si innestano armoniosamente nel paesaggio che dialoga con esse in un gioco di prospettive e scorci che le incorniciano e valorizzano. Un’esposizione artistica di grande rilievo alla portata di tutti.

Ad oggi il parco è molto utilizzato dai cittadini, singolarmente e in gruppo, anche nel periodo di non attivazione dello Shopping District. Questo parco è un esempio virtuoso e unico in Italia in cui, all’interno di un’iniziativa di tipo privato, il servizio al cittadino viene prima delle opere private stesse anche grazie alla collaborazione virtuosa con l’Amministrazione Pubblica. 


Figure 9: Main plaza
Figura 10. Eje urbano principal
Figure 10: Main urban axis
   
 
 
 
 
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Josep Mª Llop Torne. Arquitecto. Profesor en la Facultad de Geografía de la Universidad de Lleida
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