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I terrazzamenti abitati (Cervo, Imperia, Italia)

Studiorossi + Secco

Introduzione

L’intervento consiste nella costruzione di 14 unità abitative nell’immediato entroterra di Cervo (IM), in, in un contesto caratteristico della Liguria circondato da ulivi e da una pineta.

Viene proposta una riflessione circa il tradizionale uso delle “caselle” liguri, solitamente ipogee e costruite in materiale lapideo, destinate al presidio agricolo ed alla protezione dei prodotti della terra, degli animali e delle persone.


Figura 1. Vistas hacia el entorno. Foto: Moreno Maggi, cortesía de studiorossi + secco
Figura 1. Vedute verso il paesaggio circostante. Foto: Moreno Maggi, cortesia di studiorossi + secco

Analizzando il sistema di appoderamento tradizionale e storico che caratterizza il paesaggio circostante emerge con chiarezza che il sistema lineare di terrazzamento corrisponde con la più compatibile e naturale modalità di antropizzazione del sistema naturale. L’area al contorno è interessata da vegetazione prevalentemente coltivata ad olivo.

Il sedime di progetto presenta tuttavia scarsa densità di alberature presenti. Le essenze presenti sul terreno e nei dintorni sono costituite da arbusti e ulivi. Dal punto di vista sovralocale, oltre alle condizioni paesaggistiche di sistema acclive, non si segnalano particolari riferimenti di forte caratterizzazione.

Il terreno originariamente veniva utilizzato per la produzione agricola e olivicola ed attualmente si trova in condizioni di parziale abbandono. Il terrazzamento è in abbandono, non presenta particolari emergenze geologiche o arboree, non è particolarmente evidente nelle viste panoramiche tradizionali pubbliche.

L’intervento, in breve, consiste nella ricostruzione con incremento volumetrico al di fuori del “sito” dei fabbricati diruti denominati “Costa di Villa”, così come illustrato nella presente parte di progetto denominata Intervento di ricostruzione dei fabbricati e, contemporaneamente nell’intervento contestuale conservazione, restauro e messa in sicurezza recupero dei ruderi, così come illustrato nella parte di progetto denominata Restauro dei fabbricati di "Costa di Villa".

Figuras 2 y 3. Esquema e imagen aérea del proyecto. Foto: Moreno Maggi, cortesía de studiorossi + secco    
Figuras 2 e 3. Fotografia aerea di progetto. Foto: Moreno Maggi, cortesia di studiorossi + secco

Il progetto

In pratica il progetto è suddiviso in due identità distinte per ragioni di eterogeneità di caratteristiche urbanistiche e di condizioni di tutela paesaggistica.

• Restauro dei fabbricati di "Costa di Villa": il progetto viene presentato affinché i ruderi di indubbio valore testimoniale non vengano demoliti bensì vengano restaurati, messi in sicurezza e destinati alla pubblica fruibilità.

• Intervento di ricostruzione dei fabbricati: il progetto propone la ricostruzione fuori sito della volumetria residenziale consentita dalla Legge (art. 6 comma 4 della L.R. n.49/09, 4/11 e 40/13 e loro m. e i.), in zona compatibile urbanisticamente e paesaggisticamente ) zona di PTCP ANI MO B, PRG Cra.

L’intervento viene proposto in relazione al tradizionale uso delle Caselle di presidio, solitamente costruite semiipogee in materiale lapideo, destinate al presidio de agricolo ed alla protezione dei prodotti della terra, degli animali e delle persone.

Figura 4. Integración de las viviendas en el contexto. Foto: Moreno Maggi, cortesía de studiorossi + secco
Figura 4. Inserimento delle ville nel contesto. Foto: Moreno Maggi, cortesia di studiorossi + secco

Il progetto inserisce i volumi in maniera minimale nel paesaggio, utilizzando le condizioni di acclività come componente del progetto.  Si propone quindi una idea insediativa apparentemente innovativa per il contesto sebbene contenga e interpreti lo spirito della tradizione dell’edificio di presidio;  tuttavia, come dimostrato in precedenza con le immagini degli archetipi internazionali di riferimento, l’idea progettuale intende proporre un inserimento delle costruzioni nel contesto in maniera assolutamente delicata e minimale, sia dal punto di vista della scelta del sito di sedime, sia dal punto di vista della scelta tipologica.

Il progetto consiste nella realizzazione di volumi abitativi ipogei esposti verso valle, dove sono esposte le aperture necessarie per la ventilazione ed illuminazione; si tratta quindi di un sistema aggregativo che consente di inserire i volumi nel paesaggio utilizzando le condizioni di acclività come componente del progetto organicamente inserita nel contesto e nello stesso tempo in armonia le preesistenze caratteristiche. I volumi si presentano quindi inseriti nel profilo terreno esistente, con bucature dimensionate al fine di garantire il soddisfacimento delle condizioni di equilibrio energetico estivo ed invernale.

Figura 5. Plantas de proyecto. Cortesía de studiorossi + secco      
Figura 5. Piante di progetto. Cortesia di studiorossi + secco

Analizzando il sistema di appoderamento tradizionale e storico che caratterizza il paesaggio emerge chiaramente che il sistema lineare di terrazzamento corrisponde con la più compatibile e naturale modalità di antropizzazione del sistema naturale. In questo caso il sistema di antropizzazione non tiene presente del sistema naturale come riferimento compositivo ed il risultato paesaggistico che ne deriva è di un netto disordine ambientale e paesaggistico.

Si propone un progetto avente forme architettoniche coerenti con il tema progettuale della casa di presidio,organicamente inserita nel contesto e nello stesso tempo in armonia le preesistenze caratteristiche del luogo. Gli spazi circostanti ed i patii sono illuminati da luce naturale proveniente dalle aperture sulla copertura piantumata.

Gli sbalzi della copertura sono dimensionati nel rispetto dell’altezza solare, mentre i frangisole ed i pergolati contribuiscono al controllo climatico degli edifici. Sono stati condotti studi e verifiche ad ogni singolo sbalzo per ogni edificio affinchè fosse reso possibile il controllo dei raggi solari sia in estate che in inverno. In estate l’ampiezza degli sbalzi garantisce protezione senza che il sole attraversi le vetrate, mentre in inverno avviene il contrario.

Figura 6. Sección de proyecto. Cortesía de studiorossi + secco
Figura 6. Sezione di progetto. Cortesia di studiorossi + secco

Le unità abitative sono articolate secondo forme planimetriche semplici e ortogonali, mentre l’andamento delle sistemazioni esterne e delle coperture piantumate seguono l’andamento del sistema naturale.

Il sedime di progetto è disegnato seguendo le linee di prevalente scarsa densità di alberature preesistenti. Ogni corpo di fabbrica è connesso con l’andamento mosso delle coperture, il quale garantisce sia la protezione che il mantenimento delle linee morfologiche naturali del sito. I volumi si presentano quindi completamente inseriti nel profilo terreno esistente, con bucature dimensionate al fine di garantire ampiamente il soddisfacimento del rapporto aeroilluminante previsto dalla legge.

L’intervento è stato dimensionato e progettato al fine di non alterare in misura paesaggisticamente rilevante lo stato dei luoghi e lo spazio interrato è completamente inserito nell’andamento naturale del terreno. L’utilizzo della pietra posta come cucitura con gli spazi attigui agli edifici conferma tale indirizzo concettuale.

Figuras 7, 8 y 9. Vistas de las viviendas. Foto: Moreno Maggi, cortesía de studiorossi + secco     


Figure 7, 8 e 9. Vedute delle ville. Foto: Moreno Maggi, cortesia di studiorossi + secco

L’assetto architettonico proposto dal progetto vuole garantire un equilibrio tra il sito e le condizioni paesaggistiche al contorno garantendo, attraverso l’eliminazione di numerose superfetazioni fortemente incidenti nel paesaggio e l’inserimento di un manufatto architettonico minimamente invasivo ed energeticamente compatibile, un corretto rapporto tra architettura e natura.

Alcune soluzioni progettuali sono state formulate al fine di conferire all’intervento piena coerenza con la vigente normativa paesaggistica ed urbanistica: è stato conferito un assetto architettonico che garantisca scarsa incidenza dei volumi paesaggistici, minime sistemazioni esterne e scarsa incidenza sui corridoi panoramici. Tale assetto garantisce la tutela del panorama sia da ogni punto di vista attorno al complesso, sia ad ogni singola unità abitativa, ai relativi spazi esterni ed alle coperture interamente praticabili.

Il progetto è dettato da alcune regole compositive fondamentali che si riassumono in:

• insediamento in linea e non diffuso - minimo impatto sul territorio ;

• sito del progetto non visibile da punti panoramici frequentati;

• costruzioni semi-ipogee, quindi minimamente visibili;

• esposizione dei fronti aperti verso il sole ad alto rendimento di energie rinnovabili;

• coperture completamente piantumabili;

• articolazione delle terrazze per migliore utilizzo dell’energia solare attraverso il contributo dell’esposizione delle porzioni esposte.

Figura 10. Vista las viviendas. Foto: Moreno Maggi, cortesía de studiorossi + secco
Figura 10. Vedute delle ville. Foto: Moreno Maggi, cortesia di studiorossi + secco

Gli spazi esterni

Le porzioni esterne sono costituite prevalentemente dalla naturale sistemazione del terreno e dalla piantumazione di essenze come ulivi, alberi da frutto, ortaggi e semina sul terreno e sulla copertura degli edifici.

Ogni edificio dispone della copertura praticabile e coltivabile, in modo da integrare in maniere semplice l’abitazione nel contesto naturale antropizzato. Nello stesso tempo il manto verde sul topo degli edifici garantisce una idonea inerzia termica e quindi una maggiore compatibilità con i parametri di basso consumo imposti dalle linee generali del progetto. Le protezioni anticaduta sono state progettate con un sistema di ringjiere e vasche per ospitare vegetazione anche in corrispondenza degli sbalzi della copertura.

Figuras 11, 12 y 13. Vistas de los espacios exteriores de las viviendas. Foto: Moreno Maggi, cortesía de studiorossi + secco

     
Figure 11, 12 e 13. Vedute degli spazi esternidel complesso. Foto: Moreno Maggi, cortesia di studiorossi + secco
Figura 14. Espacios exteriores de la vivienda. Foto: Moreno Maggi, cortesía de studiorossi + secco
Figura 14. Spazi esterni della villa. Foto: Moreno Maggi, cortesia di studiorossi + secco

Il verde circostante costituisce parte integrante la qualità architettonica generale. I giardini, gli orti ed i pergolati completano e confermano tali indicazioni progettuali. Le piante che sono state rimosse sono reimpiantate in loco.

Gli spazi esterni sono sistemati con muretti in pietra a vista e, laddove non sia possibile sistemare naturalmente, è utilizzo materiale drenante, pavimentazione posta a secco, ghiaia; i camminamenti e la strada di accesso sono in terreno naturale e ghiaino; gli spazi di pertinenza all’edificio sono completati con alcuni pergolati leggeri in ferro e legno. Le pertinenze dei giardini privati, i parcheggi e la viabilità interna sono pavimentati con materiale naturale drenante. 

Una porzione della copertura non piantumata potrà essere dotata di adeguato impianto di captazione raggi solari. Le coperture accessibili per manutenzione, laddove non dotate di parapetti a norma di legge, sono dotate di ulteriori idonee predisposizioni di sicurezza.

Aspetti cromatici, materiali e soluzioni paesaggistiche prevalenti.

L’assetto cromatico è stato considerato come un elemento determinante la riuscita complessiva dell’operazione progettuale. I materiali scelti sono coerenti con il contesto : pietra, legno, vetro, tetto verde.

Figura 15. Alzado del proyecto. Cortesía de studiorossi + secco
Figura 15. Prospetto di progetto. Cortesia di studiorossi + secco

Il verde circostante costituisce parte integrante la qualità architettonica della casa, diventandone il valore aggiunto. Il carattere agricolo, la copertura coltivata, gli orti, i terrazzamenti ed i pergolati completano e confermano l’indirizzo progettuale.

I movimenti di terra e l’ambiente sono stati studiati e misurati in fase di progetto, al fine di garantire che il materiale rimosso per consentire l’edificazione, fosse riposizionato in loco per sistemazioni ambientali.

L’intervento infatti limita i movimenti di terra e materiale a quanto indispensabile per realizzare le opere di scavo del livello interrato e delle fondazioni Il materiale che verrà rimosso dal sito è stato posizionato nelle sistemazioni dei giardini e del parco retrostante.

Gli esemplari di ulivo che sono coinvolti dal sedime di alcune case sono trapiantati in loco senza alcuna perdita.

La tecnologia costruttiva è mirata ad una essenziale economia di risorse sia in fase esecutiva sia in fase gestionale, in coerenza con l’identità del luogo.

Il perimetro esposto degli edifici è completamente racchiuso da un serramento scorrevole vetrato  orientato sempre verso il sole. Ogni serramento è protetto da un diaframma frangisole in metallo e legno, il quale dispone le lamelle in modo da non interferire con le visuali panoramiche dall’interno degli appartamenti verso l’esterno. Dove non è presente il vetro schermato, sono presenti pareti e diaframmi in materiale murario. I lati contro il versante sono opportunamente impermeabilizzati e coibentati.

Le coperture pavimentate (terrazze) sono in legno di teck o simile, mentre le altre coperture sono piantumabili e sistemate con sedum o simili. Le porzioni esterne calpestabili sono tutte drenanti, pavimentate con paiolato in legno listellare (teck o simile) adeguatamente trattato secondo la vigente normativa igienica, oppure in materiale lapideo o cementizio drenante.

Figura 16. Vista de las viviendas entre la vegetación. Foto: Moreno Maggi, cortesía de studiorossi + secco
Figura 16. Vedute delle ville. Foto: Moreno Maggi, cortesia di studiorossi + secco

Le strade pubbliche sono opportunamente pavimentate con materiale bituminoso possibilmente colorato con gradazioni tonali delle sabbie.

Le strutture portanti verticali ed orizzontali sono in cemento armato, acciaio e legno, calcolate e dimensionate a norma della vigente normativa. Laddove necessario sono predisposte adeguate opere fondazionali e di contenimento, in accordo con le indicazioni e prescrizioni in perizia geologico tecnica. I lavori sono eseguiti a regola d’arte.

Gli spazi esterni, gli spazi comuni e gli accessi degli edifici, compatibilmente con le situazioni di acclività del sito, avranno caratteristiche tali da consentire la mobilità delle persone con ridotte capacità motorie nel rispetto delle prescrizioni indicate dalla Legge. Gli spazi pubblici comuni sono costruiti secondo le previsioni di accessibilità definiti dalla normativa vigente in materia di abbattimento delle barriere architettoniche. A norma della vigente Legge, il progetto prevede la completa adattabilità ad essere trasformato, con piccoli interventi laddove necessario, al fine di accogliere abitanti disabili.

La particolare configurazione del progetto, tuttavia, propone il recupero delle acque di superficie e la raccolta presso serbatoi interrati. L’acqua accumulata è quindi riutilizzata per la manutenzione dei giardini.

Essendo inoltre specifico interesse della Committenza realizzare opere che consentano le migliori prestazioni energetiche possibili, si sottolinea che l’intervento è pienamente conforme alla normativa vigente; in particolare:

• nello spessore delle coperture verrà inserito un idoneo strato isolante, sono dotate di idonea foderatura termoisolante e protetto da guaina impermeabilizzante;

• i serramenti verranno realizzati secondo criteri di risparmio energetico e sono dotati di idonea certificazione;

• l’impianto termico è realizzato con apparati di ultima generazione ad alta efficienza energetica.

• le porzioni di copertura non praticabili sono predisposte per ospitare pannelli solari o fotovoltaici.

• gli aggetti dei terrazzi sono utilizzati come brise-soleil in fase estiva, e come captatori di calore in fase invernale.

 
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José Mª Ezquiaga Dominguez. Dr. Arquitecto. Profesor Titular de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
José Fariña Tojo. Dr. Arquitecto. Catedrático de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
Fernando Fernández Alonso. Arquitecto. Profesor Asociado de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
Josep Mª Llop Torne. Arquitecto. Profesor en la Facultad de Geografía de la Universidad de Lleida
Javier Ruiz Sánchez. Dr. Arquitecto. Profesor Titular de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
Secretaría: Llanos Masiá
Edita: planur-e
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Traducción: planur-e
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