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La riscoperta degli orti saraceni

Rigenerazione urbana nel paese di Tricarico

Danilo di Lorenzo di Michele + Guido Iampieri + Luca Pirraglia

1. A spasso nella storia

1.1. Analisi del contesto: lettura del paesaggio

Già nell’XI secolo è documentato che Tricarico fosse un centro urbano a tutti gli effetti, a quella data la città aveva completato quello che si può chiamare il suo ‘ecosistema urbano’, cioè quei processi di adattamento ed interazione tra l’insediamento umano e le risorse disponibili localmente. I terrazzamenti e il sistema idraulico ‘arabo’, fanno parte di una parte del territorio nel quale sisono sedimentate azioni dell’uomo, il recupero e la valorizzazione dei quali, per aspetti riferibilinon solo all’architettura, al costruito, ma anche all’economia, alla sociologia, alla geologia, allascienza della terra, potrebbero offrire all’attenzione di un turismo qualificato un habitat ‘unicum’nel panorama della regione Basilicata.

Analisi morfologica

L’area è parte del vallone che ha origine nella conca di Sant’Antonio, sotto la Tempa San Valentino, una sorta di canyon tra il massiccio di calcarenite sulle quali si erge Tricarico verso Nord-Est e la collina, anch’essa di calcarenite, di Santa Maria verso Sud-Ovest, con un salto di quota di circa 150 metri al suo esaurirsi nel torrente Milo che, più avanti, riceve altra copiosa acqua da Serra del Cedro con il vallone Castagnone.

Figura 1. Morfología de Tricarico
Figura 1. Morfologia Tricarico.
Figuras 2 y 3. Conformación de los huertos sarracenos a lo largo del valle (a la izquierda) y recorrido de subida de los huertos sarracenos en Tricarico (derecha)   

Figura 2. Conformazione orti Saraceni lungo la valle. ( a sinistra )

Figura 3. Percorso di risalita dagli orti Saraceni al paese di Tricarico. ( a destra )

Figuras 4 y 5. Secciones morfológicas de Tricarico
Figure 4-5: Sezioni morfologiche Tricarico.


1.2. Analisi storica

La geomorfologia e l’antropizzazione di questa parte del territorio sono state molto studiate e documentano l’interesse storico su quest’area, dove grotte, terrazzamenti, orti, resti di mulini adacqua, testimoniano la presenza umana dall’epoca pre-romana, al periodo dei monaci asiliani,degli arabi, fino all’epoca contemporanea. 

L'antropizzazione della valle ha rivestito un ruolo fondamentale nello sviluppo della città, e soprattutto sul paesaggio che ne ha generato. Osservando alcune incisioni dello sviluppo della città si nota, sempre, come Tricarico sia rappresentata esclusivamente in lontananza, in forte relazione con la sua vallata e con il suo paesaggio. L'impatto cromatico delle coltivazioni ha sempre generato un paesaggio multicolore ed affascinante del quale la città Lucana si è sempre vantata, come testimoniano le numerose incisioni di Tricarico abbracciata dal suo cangiante paesaggio.

Figura 6. Paisaje del valle de Tricarico, aprox. 1600.
Figure 6. Paesaggio della valle di Tricarico, 1600 circa.

2. Aspetti rilevanti e di interesse

2.1 Considerazioni generali

Un complesso di azioni che a qualsiasi scala si occupano di stabilire orientamento ed equilibrio secondo sequenze di senso, affrontando non solo le aree pregiate già codificate, ma anche quelle dove il danno urbanistico è più evidente, cercando vocazioni di rigenerazione forse proprio dove la nuova città è più cruda, priva di centralità e di riferimenti né urbana, né rurale né naturale. Si ritorna a pensare il territorio nella sua totalità, con azioni di tutela, manutenzione e valorizzazione, con un atteggiamento di ascolto e di cura che dovrebbe incidere in modo più efficacie proprio nella protezione del patrimonio. Paesaggio e progetto sono entità fra loro strettamente correlate e interagenti, che da sempre spontaneamente costituiscono un anello stretto fra tradizione e innovazione, come di fatto è nello spirito della Convenzione Europea.

2.2 Problematiche

La prolungata empasse urbanistica del borgo di Tricarico ha portato ad un lento ma inesorabile processo di degrado esteso non solo al Centro Storico, bensì anche alle parti più periferiche, come la zona scoscesa ad Est del paese con le aree degli Orti Saraceni e dei Terrazzamenti.

Frizioni burocratiche prolungate e fattori economici contingenti hanno favorito una politica della “conservazione” integrale del tessuto urbano consolidato, generando fenomeni di isolamento, degrado e distacco fra le varie “Parti” di città. Altro problema rilevante sono gli accessi al centro storico dalla zona degli Orti e gli attraversamenti del borgo Antico, fino ad arrivare alle zone di accesso ai Terrazzi.

La nutrita disconnessione tra il cosiddetto “Centro” e la prima “Periferia” è evidente e rimarcata maggiormente nel “ring” attorno alla cortina di edifici che cingono il nucleo originario di Tricarico e lo isolano dal resto del territorio. 

La relazione tra la frangia urbana composta dal pendio sede degli Orti Saraceni e il Centro Storico si riduce a mera consapevolezza delle potenzialità non sfruttate presenti nel proprio territorio.

2.3 Emergenze

Tra le strutture ed i luoghi di interesse, sono da annoverare sicuramente le aree degli Orti Saraceni, strutture secolari che sono rimaste come memoria storica di un antico sistema di proprietà e coltivazioni private, legate ad un complesso sistema di irrigazione e di immagazzinamento delle acque piovane.

In queste aree si notano ancora le tracce degli antichi muretti che restituiscono ad oggi un velato passato non del tutto scomparso nel territorio. Grazie a questa presenza non del tutto scomparsa, si è potuto riflettere su quale sarebbe potuto essere il futuro sviluppo di un idea legata al nuovo ruolo che avrebbero potuto rivestire questi elementi, tipologicamente importanti e storicamente ancora incisivi nel territorio di Tricarico.

Le piazze e gli slarghi ricavati con forza all’ interno dell’intricato sistema viario del paese, creano anch’ essi elementi di riflessione su cui fondare determinate argomentazioni urbane legate ad un futuro sviluppo del paese basato fondamentalmente sul Recupero e Rigenerazione di un tessuto ad oggi incompiuto e “trasandato”.

La coesistenza di questa duplice matrice “piazze interne” - “orti urbani”, ha suggerito l’ipotesi di un progetto basato su un sistema di percorsi attrezzati, che inglobano le vecchie strutture dei muretti di Tricarico e fungono da “collante urbano” tra la frangia urbana più ad Est in periferia, e il Centro Storico con le piazze ed i luoghi di maggior interesse e vitalità del paese.

Figura 7. Ideogramas de estudio.
Figure 7. Ideogrammi studio emergenze

3. Strategia

La volontà di ricucire due frange urbane distaccate e la necessità, fondamentale per noi, di recuperare la memoria storica del paese, e dell’antico vernacolo tipologico di Tricarico, ha portato allo sviluppo di un sistema legato ad un percorso sensoriale che colleghi le parti più a Nord con quelle più a Sud, e, allo stesso tempo, connetta in maniera ragionata le zone a monte con quelle più a valle del paese.

Il percorso attrezzato che attraversa l’intera fascia degli orti con i muretti in pietra calcarea locale, e l’attrezzamento lungo questo percorso di aree e spazi per la collettività, permettono al sistema concepito di funzionare sia da incubatore di interessi pubblici ma anche privati. Infatti, le aree di soste e di ricreazione, gli slarghi attrezzati e le zone relax, sono aree pubbliche, mentre gli orti e le proprietà che connettono l’intero sistema dell’attraversamento sono di carattere privato.

L’ originalità assoluta del progetto è legata al concetto “terapeutico” su cui sono basati gli schemi concettuali che hanno portato alla definizione del “Percorso Sensoriale”.

3.1 Concept

Il concept è definito dall’ intersezione dei vari livelli di interesse descritti nei paragrafi precedenti:

• Connessione attraverso un percorso “cromo-terapeutico sensoriale”.

Figura 8. De izquierda a derecha, de arriba abajo, concepto de proyecto; sistema de áreas públicas; sistema de jardines de colores; sistema de jardines aromáticos.
Figura 8. Concept progetto; Sistema aree pubbliche; Sistema giardini del colore; Sistema giardini aromatici.En el concepto se han definido todos los niveles de profundización del proyecto urbano propuesto:


Nel concept sono definiti tutti i livelli di approfondimento del progetto urbano proposto:

• Attraversamento come “percorso cromatico” in cui una successione continua di orti e giardini producono nel periodo primaverile dell’infiorescenza un “arcobaleno” cromatico lungo cui passeggiare, ritrovarsi e rilassarsi (cromoterapia).

• Attraversamento come “percorso aromatico”; le essenze floreali ed arboree locali (erbe officinali), non solo nel periodo primaverile ma anche nel periodo autunnale, producono effluvi capaci di stimolare e accompagnarel’esperienza della semplice passeggiata tra gli orti favorendo un processo di benessere sensoriale all’ utente impegnato nell’ attraversamento del “parco urbano lineare”.

• Attraversamento come riscoperta della memoria storica del paese, con il recupero degli antichi muretti in pietra locale, per la creazione dei percorsi, degli slarghi e delle zone di sosta e di relax per il passante.

• Attraversamento come connessione tra le zone situate a livello più basso sotto gli orti, e le piazze e i luoghi più in alto, situati all’ interno del centro storico. 

3.2 Progetto

Il progetto pone le sue basi su criteri fondamentali di autoproduzione ed autocontrollo tipico dei Sistemi. Complessi in cui vari sistemi generano ricchezza ed autocontrollo in base a meccanismi interni di autogestione (principi della geometria frattale).

L’idea base è quella di creare un “Percorso Sensoriale” che unisca la parte Nord a quella Sud del paese, sul versante Est degli Orti e dei terrazzi, attraverso i terrazzamenti esistenti che sfrutti e qualifichi le peculiaritàgeomorfologiche del versante Est. Il percorso si può scomporre in tre sistemi fondamentali:

• Sistema delle Aree e Terrazze Attrezzate; terrazze private di uso pubblico dove a seconda delperiodo e dell’esigenza si possono attrezzare eventi e fiere per la vendita e diffusione di prodottitipici con il fine di autosostenere la produzione locale e la gestione del sistema dei percorsi tematici.

• Sistema dei Giardini/Terrazzi Aromatici (Aromaterapia): lungo il percorso, attrezzato con zone relax e per la sosta e ricreazione, si susseguono una serie di giardini dagli aromi più svariati (lavanda, timo, rosmarino, eucalipto, pino, menta, ecc.). Le piante, producendo svariati eccezionali effluvi, accompagnano la percorrenza e permettono un’esperienza sensoriale unica, simile ai noti trattamenti di Aromaterapia, così che la passeggiata lungo gli Orti e i Terrazzi si arricchisce anche di una valenza medica fondamentale.

• Sistema dei Giardini/Terrazzi Cromatici (Cromoterapia): alternati ai giardini aromatici si susseguono un arcobaleno, letteralmente, di giardini ricchi delle più diffuse tipologie di fiori e piante fiorite della zona. L’esperienza percettiva arricchita dalle piantagioni di fiori aggiunge un ulteriore step al percorso sensoriale.

I giardini cromatici ridefiniscono il fronte del versante Est della scarpata del paese di Tricarico conferendo un nuovo carattere a quello che ad oggi è un fronte che non ha più l’identità del tempo. La fioritura dei giardini sarà un evento catalizzatore dell’interesse nuovo che susciterà il comune di Tricarico alla comunità nazionale; la riqualificazione della scarpata ed il ripristino dei vecchi muri e degli antichicanali di irrigazione degli orti, ridesteranno l’antico interesse verso il paese.

Parallelamente all’attrazione turistica dettata dai già famosi “Sassi di Matera”, il progetto, locale, delpercorso sensoriale lungo i giardini cromatico/aromatici, ridefinirà un più ampio concetto urbanisticolegato ad una nuova Realtà Multipolare insieme al comune di Matera, che produrrà un attrazionemaggiore di livello sovracomunale.

Il progetto funge anche da connettore tra vecchio e nuovo e tra periferia a valle e centro storico a monte;una serie di percorsi di risalita a rampe attrezzate e a gradinate favorisce l’effetto ponte urbano tracentro e “Downtown”, permettendo la fruibilità di luoghi attualmente impraticabili.

Figura 9. Vista de proyecto: acceso de Ponte del Carmine.
Figura 9. Vista di progetto: accesso Ponte del Carmine
Figura 10. Masterplan
Figura 10. Masterplan
Figura 11. Estudio de la vegetación de proyecto
Figura 11. Studio essenze arboree di progetto
Figura 11. Estudio de la vegetación de proyecto

Figura 12. Ideogrammi funzionali

Figura 13. Fotomontaje del proyecto
Figura 13. Fotoinserimento di progetto
Figura 14. Conexión del centro histórico y Ponte del Carmine
Figura 14. Collegamento centro storico – Ponte del Carmine
Figura 15. Sección tipo de los bancales de proyecto
Figura 15. Sezione tipo terrazzamentidi progetto
Figura 16. Vista de proyecto. Subida al centro histórico.
Figura 16. Vista di progetto: Risalita al Centro Storico
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Directora: María A. Leboreiro Amaro, Dra. Arquitecto. Profesora Titular de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
Consejo de redacción: Miquel Adriá, director de la revista Arquine
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José Mª Ezquiaga Dominguez. Dr. Arquitecto. Profesor Titular de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
José Fariña Tojo. Dr. Arquitecto. Catedrático de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
Fernando Fernández Alonso. Arquitecto. Profesor Asociado de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
Josep Mª Llop Torne. Arquitecto. Profesor en la Facultad de Geografía de la Universidad de Lleida
Javier Ruiz Sánchez. Dr. Arquitecto. Profesor Titular de la E.T.S. de Arquitectura de Madrid
Secretaría: Llanos Masiá
Edita: planur-e
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